[Live Report] Girls Against Boys @ Freakout (Bologna) 15/07/2022

Questi sono gli annunci che amo. Gli ingredienti ci sono tutti: 1. un gruppo cult ma non troppo, di quelli che rimangono un feticcio per pochi 2. un gruppo che hai amato, ma di cui avevi perso le tracce e che davi ormai per estinto 3. quel gruppo, a sorpresa, è tornato in attività 4. quel gruppo, doppia sorpresa, suona nella tua città. E non parliamo di una band qualsiasi: insieme a Pussy Galore e Royal Trux, i Girls Against Boys hanno dato voce al lato marcio di Washington D.C., la città “etica” per eccellenza del post-hardcore USA. Monolitici nel loro laido iperrealismo, lontani dalla teatralità psicotica dei Jesus Lizard o dal tragico abominio degli Swans, i loro album sono impassibili commentari di nevrosi urbana. Profilo da tossicomane hard boiled e voce da canna di pistola in gola, Scott McCloud rimane uno dei frontman più spaventosi degli anni 90.

Il doppio basso alla Cop Shoot Cop incornicia il palco come la soglia di un tempio. Tra capelli scarmigliati, collo di birra dondolante tra le dita e semiserie invettive contro la temperatura del locale, Scott pare essersi appena riscosso da un hangover atomico. Appena impugna la sua SG, però, la sveglia tuona per tutti: In Like Flynn ci mette subito in riga con una lezione di precisione e potenza, capace di assaltare con la compattezza di un commando e poi dilatarsi come un gatto che si stira. Putrido rigoglio di virilità autoironica, il sergente McCloud non ci mette molto a traslare da un Tom Waits distorto a un Bruce Springsteen senza più vene buone. I due bassi si spartiscono la torta senza accavallare le forchette: quello di destra è l’implacabile spina dorsale, quello di sinistra (colpevole anche di tastiere e seconde voci) il virus imprevedibile. È lui il protagonista di Super-Fire, incipit dell’appena ristampato House Of GVSB, tra coretti spastici e un wah tossico che puzza di Screaming Trees. Crash 17 (X-Rated Car) accantona la psichedelia deragliata per uno sguardo torvo, in cui il muro torna a serrarsi e quella domanda reiterata (“What’s up?”) si fa più sinistra a ogni ripetizione, prefigurando l’imponente terremoto ritmico della Shellac-iana Sexy Sam.

In Bullet Proof Cupid irrompono le tastiere, sgradevoli e lascive, attaccate brutalmente allo stesso jack del basso (che adorabili pezzenti!). Sono ancora loro a tenere banco nella marea disperata di Life In Pink, che evoca piuttosto un nero inviolabile da qualsiasi lampadina. A dissipare quella tensione torturante provvedono l’organaccio garage e le scariche di cassa di Distracted, doppiata in lerciume dal viscido blues di Disco Six Six Six (“It’s a great song”, decretano i quattro all’unanimità dopo una spassosa assemblea convocata su due piedi). Magattraction, tutta stacchi e ripartenze, dirotta quegli stessi umori su vibrazioni grungy, affilate in punta di paletta sul cuoio crossover di TheKindaMzkYouLike. Sono invece delle eteree tastiere a introdurre Zodiac Love Theme, un decotto all’arsenico in cui far bollire le derive paranoiche di questa musica così ricca di risvolti psicologici, il cui versante malinconico trova asilo nello slackerismo un po’ Dinosaur Jr. di Learned It. L’espressione più genuina delle aberrazioni di McCloud, in ogni caso, abita tra la cadenzata maniacalità di Cruise Your New Baby Fly Self e la marcetta martellante dell’anthem Kill The Sexplayer, in cui non viene messo in pratica il proposito suicida ma solo l’abbandono del palco.

I bis sono torridi quanto la temperatura della sala, da cui Scott cerca ristoro sfoggiando occhiali scuri da junky hero: la minacciosissima Let Me Come Back e Rockets Are Red, accanita come la guerra tra sessi del loro nome (ma, come nel resto del concerto, amministrata a volumi ed equalizzazioni ragionevoli). Il leader assicura di amarci e di essere “fottutamente felice”, il resto va interpretato tra le grinze di quel proverbiale sorrisino sadico. Mentre smontano, mi accorgo che hanno tutti le fedi all’anulare: ma ci vogliono ben altre promesse per far mettere la testa a posto a chi, oggi come allora, in questo mondo “doesn’t got a place”.

Setlist
1. In Like Flynn
2. Super-Fire
3. Crash 17 (X-Rated Car)
4. Sexy Sam
5. Bullet Proof Cupid
6. Life In Pink
7. Distracted
8. Disco Six Six Six
9. Magattraction
10. TheKindaMzkYouLike
11. Zodiac Love Team
12. Learned It
13. Cruise Your New Baby Fly Self
14. Kill The Sexplayer

Encore
15. Let Me Come Back
16. Rockets Are Red

[lo trovi anche su Ondarock]

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